La crescita del gettito dell'imposta di successione nel Regno Unito ha rallentato nel 2026, secondo i recenti dati dell'HMRC (IT: Agenzia delle Entrate britannica) riportati da Law360. Dopo anni di aumenti costanti nelle entrate, la decelerazione segna un cambiamento significativo nella traiettoria di uno dei prelievi fiscali più politicamente controversi della Gran Bretagna. Il rallentamento arriva nel mezzo di un dibattito in corso sulla soglia di esenzione congelata e sull'aumento dei valori immobiliari, che hanno spinto un numero crescente di patrimoni nell'ambito dell'imposta di successione. Per le famiglie con patrimoni transfrontalieri o che stanno valutando un trasferimento di residenza, la tendenza solleva interrogativi sulla futura direzione delle politiche e sull'attrattività del Regno Unito come domicilio patrimoniale.
Cosa mostrano i dati sulle entrate I dati dell'HMRC indicano che la crescita del gettito dell'imposta di successione ha decelerato nel 2026, sebbene il rapporto di Law360 non specifichi le variazioni percentuali esatte né gli importi assoluti. Il rallentamento segue un periodo pluriennale durante il quale le entrate sono cresciute costantemente, trainate dal congelamento delle nil-rate band (IT: soglie di esenzione di base) a £325.000 dal 2009 e dall'aumento dei valori patrimoniali, in particolare nel settore immobiliare. La nil-rate band è rimasta invariata per oltre un decennio, il che significa che l'inflazione e la rivalutazione immobiliare hanno gradualmente ampliato la base imponibile delle successioni. La residence nil-rate band (IT: soglia di esenzione aggiuntiva per la residenza principale), introdotta nel 2017 e ora fissata a un massimo di £175.000, offre un'ulteriore agevolazione per le residenze principali trasmesse ai discendenti diretti, ma molti patrimoni sono ancora soggetti all'aliquota standard del 40% sugli importi che superano la soglia combinata.
Implicazioni per
la pianificazione successoria e il trasferimento di residenza Per i soggetti con patrimoni elevati e per le famiglie con patrimoni prossimi o superiori alla soglia combinata di £500.000 (nil-rate band più residence nil-rate band), il rallentamento delle entrate potrebbe riflettere un maggiore ricorso a trust, donazioni in vita o all'emigrazione. Le testimonianze di consulenti patrimoniali suggeriscono che alcune famiglie stanno accelerando la pianificazione successoria o stanno valutando giurisdizioni con un'imposta di successione più bassa o assente. L'Italia, ad esempio, applica l'imposta di successione con aliquote comprese tra il 4% e l'8% a seconda del grado di parentela con il defunto, con una franchigia di 1.000.000 di euro per gli eredi diretti. Cipro non prevede alcuna imposta di successione sui patrimoni, il che la rende una destinazione popolare per i cittadini britannici che desiderano preservare il patrimonio intergenerazionale. Malta offre analogamente un trattamento favorevole, senza imposta di successione per i residenti non domiciliati (IT: non-domiciled) su patrimoni non maltesi. La decelerazione delle entrate nel Regno Unito non indica necessariamente un cambiamento di politica; potrebbe invece riflettere dinamiche di mercato, come volumi di transazioni inferiori nel settore immobiliare di alto valore o un maggiore utilizzo dei regimi di agevolazione. Ciononostante, per chi valuta strutture patrimoniali a lungo termine, la tendenza sottolinea l'importanza di una pianificazione successoria specifica per giurisdizione.